Fake is Fake: guerrilla dell’informazione 2.0

Con la parola inglese fake (falsità , simulazione), in rete si intende un fenomeno ben preciso. Wikipedia in proposito dice:
Nel gergo di Internet, e in particolare di comunità virtuali come newsgroup, forum o chat, un fake (dall’inglese per “falso”, “posticcio”) è un utente che falsifica in modo significativo la propria identità . In contesti basati sull’anonimato e sull’identificazione attraverso nickname, tale falsificazione non ha in genere a che vedere con l’identità in senso stretto (comunque ignota), ma ad alcune caratteristiche importanti della persona.
E su questa esplicita impostazione si muove una nuova realtà telematica, Fake is Fake, descritta in questi termini da Information Guerrilla:
piattaforma di publishing che, con grande semplicità , consente di veicolare contenuti utilizzando i template di giornali online come le Figaro, Repubblica, New york Times, o di siti istituzionali come WTO o Casa Bianca. “L’informazione in quanto rappresentazione della realtà è pur sempre un falso mediato. Produciamo informazioni false che svelino quel che il potere nasconde, capaci di produrre la rivolta contro la forza del discorso del potere. Riproduciamo il gioco magico della verità falsificatrice per dire con il linguaggio dei mass media quel che essi vogliono scongiurare”.
Così, raccogliendo una traduzione così ben definita con Luther Blissett e le sue incursioni mediatiche, si riparte utilizzando quella che viene definita disilluzione 2.0 per dimostrare quanto tendenziosa possa essere l’informazione ufficiale. Il tutto riproposto in ottica sociale.
Fake is Fake
Internet, al via la rivoluzione del fakepublishing
Luther Blissett
da antò
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